fondali II
Il mediterraneo, fotografie raccolte in 20 anni di immersioni.


LE ACQUE LIBERE

Molti organismi che vivono negli spazi sterminati del mare sono chiari sul ventre e scuri sul dorso, meno visibili dalle prede e dai predatori, sia dal basso (verso la superficie del mare) che dall'alto (verso l'ombroso fondale). Anche l'argento dei fianchi offre un effetto specchio favorevole all'occultamento nei primi metri, molto illuminati.

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Le acque libere sono il regno dei grandi nuotatori dalla corporatura idrodinamica, atta a fendere il mezzo liquido, come le riccole.

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Un branco di barracuda (Sphyraena sp.)

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Sotto il pelo dell'acqua s'intravede con un po' d'occhio una quantita' enorme di organismi planctonici in sospensione. Le variegate forme e la consistenza corporea sono spesso strutturate in modo tale da evitare l'affondamento

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Un'immagine dell'ormai rarissima foca monaca (Monachus monachus), con molta probabilita' tristemente condannata ad un'inesorabile estinzione

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Il falso corallo nero (Gerardia savaglia), dal colore giallo limone delle sue ramificazioni

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La danza di uno sciame di castagnole rosse (Anthias anthias)

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Un sub illumina una granceola (Maja squinado)

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La bellezza delle gorgonie rosse (Paramuricea clavata)

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Corallo rosso (Corallium rubrum) e gorgonie rosse (Paramuricea clavata), fotografati ad oltre 60 metri di profondita'

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Il raro Astrospartus mediterraneus, appartenente al phylum degli echinodermi

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Due molluschi della specie Neosimnia spelta si accoppiano tra i rami della gorgonia Leptogorgia sarmentosa

LE GROTTE, IL FASCINO DEL BUIO

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La splendida grotta di Nettuno, a Capo Caccia

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La grotta di Punta Pascone, a Ventotene

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L'occhio blu della Grotta del Falco. Penetrazione di un subacqueo verso il cuore della montagna

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La bella di notte (Alicia mirabilis), e' un'attinia molto urticante che al calar delle tenebre si allunga ed espande la corona di fluttuanti tentacoli

I ritratti: con un'ottica macro e'possibile evidenziare le forme, spesso curiose e insolite, degli abitanti del mare

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Il corpo screziato della meravigliosa lumaca leopardo (Cymathium parthenopeum)

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La rana pescatrice (Lophius piscatorius). Il primo raggio della prima dorsale e' usato a mo' di canna da pesca per la cattura delle prede

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Una giovane cernia dorata (Epinephelus costae)

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Il buffo muso del granchio melograno (Calappa granulata)

I fondali del Mediterraneo, scrigni di reperti archeologici e testimoni di antichi affondamenti

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Un ceppo d'ancora , alla Secca di Punta Papa di Ponza

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Una murata del Parco archeologico sommerso di Baia, sede delle ville piu' prestigiose di Roma, oggi sommerse a causa di fenomeni bradisismici.

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Un'ancora rinvenuta nel mare antistante il promontorio del Circeo

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Rio Claro, lungo il litorale tra Terracina e Sperlonga: s'intravedono in pochi centimetri d'acqua i resti del fasciame di un antico relitto, emersi da pochi giorni dal fondo sabbioso

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Un'anfora spunta dalla sabbia, al largo del Circeo

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La poppa del relitto Santa Lucia. Affondato nel 43 a seguito dell'attacco di aerosiluranti, riposa sul fondo tra i 39 e i 46 metri di profondita' a circa 2 miglia dalla costa nord-occidentale di Ventotene

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Il relitto di un sidecar tedesco scoperto al largo della costa di Salto di Fondi, nei pressi di Terracina, a 23 metri su un fondo di fango e posidonia. Si tratta di uno Zundapp Ks 600

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Una subacquea esplora le vetuste strutture di un aereo da caccia di nazionalita' francese (Vought F4U Corsair), che giace di fronte alla spiaggia di Capo Comino, in Sardegna

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Un relitto di una nave da sbarco e trasporto truppe (LST 349 MK III), affondato nel 43 per avverse condizioni meteo presso Punta Papa, a Ponza

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Il relitto "Rigoletto", una nave mercantile affondata alla fine degli anni 60, poco a sud del porto di Messina

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Il relitto di Pomonte, affondato durante una mareggiata a poca distanza dalla costa sud-occidentale dell'Isola d'Elba, a 13 metri di profondita', appoggiato allo Scoglio dell'Ogliera .